Petrolio

venerdì, 12 dicembre 2008

giovedì, 06 novembre 2008
a volte mi sento talmente ottimista
che quasi starei a concedere seconde possibilità,
ma solo a concetti inanimati

venerdì, 17 ottobre 2008

quante volte defecando abbiamo teso i pugli verso l'aria (!?) o ad angolo retto con le spalle, dandosi la spinta nel folle tentativo di spiccare il volo lontano, per guardare dall'alto la città, a pugni contro il vento, come ralph supermaxieroe, ma all'iniziale ottimismo è subentrata la delusione e non ci è rimasto che contemplarci e contemplare la scena dell'esistenza umana / così mi è venuto a mente un pianto, che venne improvviso, modesto, di lacrime fredde, che scomparivano ancora prima di scorrere sulle guance; improvviso come un incidente d'auto o un incontro fortuito destinato a diventare leggenda, un pianto che al momento me ne sono subito dimenticato, ma che ricorre spesso, quando i pensieri cercano a tastoni, la torcia elettrica nel buio del black out.


lunedì, 13 ottobre 2008
se non fossi convinto che l'idea che ho di quella cosa corrisponda precisamente alla verità, avrei già cambiato l'idea che ho di quella cosa, non mi sarei tenuto l'idea sbagliata per venirtela a dire; ne consegue che qualsiasi cosa ti dirò corrisponde, nel mio micromondo, alla verità assoluta, almeno fino a questo preciso momento; rassegnati a dover giustificare qualsiasi idea diversa con un tuo ragionamento autonomo, o con un ragionamento che tu sappia ripetere come se fosse davvero tuo. Non troverai spazi vuoti, portati il piede di porco.

domenica, 12 ottobre 2008
..rockstar è l'unico schema sociale nel quale potrei sentirmi a mio agio.

giovedì, 09 ottobre 2008

chiunque si sarebbe atteso una fine più spettacolare, un pò di melodramma, il suicidio in diretta del presidente degli stati uniti, gente che si spara in testa nella folla che spacca vetrine, gente che si lancia dal balcone, gente che si lancia dal balcone sparandosi centrando in pieno la folla che parla del presidente suicidato in diretta, gente ... questa gente è noiosa fino alla fine.


domenica, 15 giugno 2008

ho visto l'italia, in effetti ogni volta che si dice dentro o fuori senza vedere bene se per caso vi fosse una terza via, di solito finisce per concretizzarsi quest'ultima. poco importa. non e' proprio una sensazione di paura, perchè la paura è una sentimento superficiale, che scompare di colpo se per incanto la causa di questa venga a dissolversi. E' una cosa questa più simile ad un aereo che precipita tanto lentamente da produrre un impatto certo quanto lontano nel tempo, tanto che quando venga ad accadere l'ultimo tuo ricordo o la tua polvere siano già dispersi da tempo. Per fortuna la vita è un accadimento abbastanza breve da non doversi rammaricare troppo di trascorrerla in questi patemi o anche, abbastanza sporca da rendere essi un coreografia se non ragionevole, opportuna.


giovedì, 05 giugno 2008

ma a me piacciono le mille possibilità della vita, a volte basta un niente, un pallone che ti attraversa la strada, e ti distoglie dai pensieri, accade così per caso, che rimbalza verso di te, la palla perfetta, con il giro e l'angolazione giusta, per sentirsi estirpati dalla misera esistenza terziaria, per ritrovarsi in un campo di calcio, e non a giochicchiare, ma ad essere protagonista, per una serie di eventi, ed esplodere quel colpo di testa, in tensione, coordinandosi perfettamente come se il proprio angelo non aspettasse altro che realizzare quel gol che è proprio della perfezione delle geometrie oniriche. Sospeso in aria, col giro giusto, e il portiere che si getta dall'altra parte della parta, a raggiungere una palla fuori dal gioco, ma tanto bella da meritare un tuffo spettacolare. Pochi centesimi di secondo e il gesto perfetto che giustifica una vita intera si compie, e la palla circoscrive un arco, e il portiere si getta, un tuffo di tre metri che mai avrebbe immaginato di poter effettuare, e in effetti mai aveva effettuato, ed ho sentito crack. Ha battuto la testa contro il palo, e la palla preso di poco la traversa, quel tanto che basta per essere rimbalzata fuori, mestamente, non era neanche un tiro tanto preciso, forse. Mentre me ne andavo mi sembra di aver visto della materia cerebrale, o comunque un pò di sangue e quel con quel suono sinistro di ossa che si spaccano e il colorito blu e la luce gelida che aveva invaso la scena, non era proprio una cosa bella. Comunque forse è morto. Me ne dovevo andare, mi avevano solo chiesto di lanciargli la palla. Poi non ne ho saputo più niente, però ogni tanto quando ripasso di la ci penso.


lunedì, 26 maggio 2008

l'inverno è meglio.


venerdì, 09 maggio 2008

la sinistra, la destra,
scontro politico tra i radicali
l'ala destra, la destra estrema, la sinistra,
ma dove siamo a porta a porta?
destra - sinistra, uno contro l'altro???!
destra - sinistra, uno contro l'altroooo????!
....

LO SCONTRO POLITICOOO???!
MA DOVE SIAMO???!
A PORTA A PORTAA ??!
MA DOVE SIAMO ???!! A PORTA A PORTAA ????!!
E ALLORA TE LO MERITIII!
TE LO MERITI PORTA A PORTAAAA!!
TE LO MERITI!!!


sabato, 03 maggio 2008

G. veniva tutte le domeniche in mezzo alla piazza del paese
e i bambini erano tutti contenti
dicevano : 'mamma! oggi non viene G. ?
cosa gli sarà accaduto?'
ma poi G. alla fine arrivava e allora erano tutti contenti

Era grande come due elefanti e cacciava gli acquiloni da dietro
era questo il punto di forza
i bambini che volevano un acquilone andavano da G.
e lui li cacciava da dietro
e loro correvano nei prati
o meglio dire per le vie, con questo acquilone in mano, ed erano tutti contenti

Una volta non c'era vento, e anzi faceva anche caldo
G. si arrampicò sul palazzo più alto, solo appeso per le sue piccole mani porcine
ma G. era flaccido e grasso quanto magico e super-umano
quindi non ci metteva niente a salire sopra il palazzo
e da sopra a tutto si metteva a fare aria
e gli acquiloni salivano in cielo, e i bambini erano tutti contenti

Ma il capitalismo è contro la felicità
un ricco capitalista ordinò che G. venisse ucciso
così venne una squadra di uomini neri
e uno gli diede un calcio da sopra al palazzo
- a G. -
e G. cadde
e visto che G. è magico mentre cadeva oscillava come una foglia o una piuma
e quando si schiantò sull'asfalto
scomparve senza rumore e uno stormo di acquiloni volò in cielo
di tutti i colori gli acquiloni
con meraviglia di tutti
se ne volarono in cielo

Tutti guardarono il ricco capitalista
lo portarono sul palazzo più alto
e lo gettarono giù
Il ricco capitalista non era magico
e si schiantò per terra
e per terra rimase solo la merda
che i bambini mentre correvano con l'acquilone ci svivolavano pure
e ogni domenica da allora si inchiavicano nella merda


giovedì, 24 aprile 2008

mercoledì, 23 aprile 2008

Perchè nel pullman no? Perchè le simone sono bionde e le daniele castane?  E' solo perchè non è possibile scegliere che la storia di una vita esula dall'essere la storia dei propri errori di valutazione. L'inizio e la fine di ogni talento è solo il dono di sapere cosa si va cercando. Vorrei sapere a che servono i fazzoletti per rinfrascarsi le mani che danno sugli aerei e perchè in aereo dovrei avere necessità di rinfrescarmi le mani. Perchè nel pullman no?  ma a volte nella vita basta una bella giornata di sole o il sorriso di un bambino. Basta guardare con attenzione le piccole cose per capire che tutto sommato pure le piccole cose non ti servono a un cazzo, figurati le grandi. Se proprio vogliamo trovarvi un riferimento assoluto è quel piccolo luogo angusto dall'odore sempre uguale, che ogni volta che lo incontri ha l'aria così, di chi è dimentico di se stesso e ti lascia basito che sia l'unico ad avere merito e qualità per sopravviverti.


giovedì, 27 marzo 2008
io avevo visto un pò di nebbilina mentre scendevo le scale, che veniva da sopra, avevo visto verso il soffitto nella tromba delle scale, ma non ci avevo dato peso. Tornando poi, qualche ora dopo, c'era invece da preoccuparsi, perchè stava andando tutto a fuoco. Su una collinetta coperta da una bel prato verde (e questa la cosa più incredibile di tutte) qualche decina di persone erano a vedere lo spettacolo, del cabinato motore dell'ascensore che prende fuoco, e secondo voci sparse in giro, si stava attendendi l'esplosizione. Si è telefonato negli appartamenti avvisando di occupare i luoghi più lontani dalla cabina-motore. Perchè non scappare ? - non lo capisco bene, ma i pompieri hanno evitato l'esplosione e sono risalito in appartamento, dove c'era l'eccitazione tipica, dei polveroni epocali, e a casa mia c'era anche Roger Waters, che se ne stava un pò imbarazzato senza dire una parola, con moglie e figli, anche se mi pare, solo figli. "Do you have seen the smoke ?" allora ho detto, più perchè era una cosa che mi pareva di saper dire che perchè fosse una cosa intelligente, ma pare che gli sia piaciuta la domanda, perchè ha cominciato a parlare, veloce ma parlando tra i denti, e guardandomi come se davvero ci stessi capendo o come se fossi l'unico in grado di capire l'inglese che avesse incontrato da settimane... In effetti poi però , questa cosa mi spaventava un pò, e poi concluse un lungo discorso con una cosa che sembrava essere una domanda, e lo doveva essere davvero perchè si zittì guardandomi. Ho fatto ricordo alla seconda frase che mi pare di saper dire: "I am sorry, i dont understand all - i have a poor english". Questa li è piaciuta meno perchè mi ha guardato schifato e se ne  stato zitto per il resto del tempo. Non so poi, ad un certo punto è dovuto andar via mia pare.

lunedì, 24 marzo 2008

bhe dormivo nudo e senza lenzuola e stavo ghiacciandomi, ma stavo così immobile già da due ore, perchè la situazione necessitava di atteggiamenti teatrali. Il me extracorporeo l'ha visto, che mi sono svegliato di colpo quando i diavoli hanno cominciato a ronzarmi intorno, e il cane nero che guardava alla finestra ha preso a correre e gli odori della bambola di gomma squagliata nel forno sono arrivati al mio naso. Ho provato a tirare la manina ma ormai aveva fatto un unico corpo con la grata nel solidificarsi. Pioveva e pochi passanti scappavano nella tempesta mentre il vento gli stracciava l'ombrello. O almeno così mi è parso di vedere.


sabato, 22 marzo 2008
Buona Pasquaa??
HAHAHAHAHAHHAHAHA!

lunedì, 17 marzo 2008

in effetti volevo dedicare i prossimi post ad un lungo, lunghissimo, inviperito, strampalato, discorso elettorale, da concludere con le elezioni politiche e i soliti insulti al presidente delle repubblica, ma non ne ho avuto proprio voglia

in ogni caso qui trovate il video : http://www.youtube.com/watch?v=uTCQSk2l8bc

 


domenica, 16 marzo 2008
oggi invece mi sono intristito leggendo la vicenda di Ian 'Stu' Stewart.

sabato, 08 marzo 2008

dove lavoro adesso le donne le chiamano troie

quando non sono le donne dei capi

che anche lavorano la

e lavorano, ma hanno il tono di chi dice

'e si, io sono la donna del capo, mica una troia qualsiasi'

dove lavoro adesso le donne le chiamano troie

ma qualche volta le chiamano 'questa cretina'.

E' venuta quella cretina, cosa vuole questa cretina, ma che troia.

ma non perchè abbiano toni criticabili,

o voglia trarre vantaggio dall'aspetto fisico.

vengono a lavoro la mattina e la sera tornano a casa.

Di loro si sa poco,

ma secondo me però

non si arrabbierebbero troppo

se sapessero come le chiamano

anzi credo che magari si meraviglierebbero

se qualcuno di qualche sesso si incazzasse

di sapere che le chiamano troie cretine.

Oggi invece, mentre girovagavo

le donne dicevano cose volgari

così tanto per dire

e sentivano la canzone di fiorella mannoia alla radio

e dicevano che le donne sono donne

e che gli uomini non ci sono più

adesso al massimo ci sono i maschi

sono le cose che dice la televisione

a me non piace molto uscire di casa

c'è troppo capitalismo fuori dalla mia mente

 


venerdì, 15 febbraio 2008
così la storia è la storia dei miei errori di valutazione, e quest è l'unica valutazione che mi conforta. Dovrei comprare un giubbino di pelle scamosciata e vedere se mi prendono alla televisione, in effetti

giovedì, 14 febbraio 2008

io voto sfascista..


sabato, 02 febbraio 2008

la consapevolezza del cinismo è degli ingenui

(reprise)

a guardare dal buco siamo tutti maestri,

bravi bravi

andarsene in giro nella tinozza

si certo bella vita

agitarsi un pò

rotoli a caso

cambia un pò il panorama

solita merda ma almeno sei al caldo

o almeno pare

forse neanche controlliamo più la temperatura

vita di merda

dal buco non si vede nulla

ieri ho visto uno

ma era fuori dalla tinozza e non credo sia lui

il buco e' piccolo, non posso essere sicuro

non ci passano gli escrementi neanche a schiacciare un pò col dito

facciamoci belli va..

cosa ci sarà poi di la?

la mattina credo sempre di vededere qualcosa che abbia un senso

ma non riesco a collegare i pezzi

quel buco è come la tv

ogni tanto pare pure di capirci qualcosa, una storia

quelli che a volte scorgo dal buco non può essere gente vera

se fosse gente vera avrebbe una tinozza

mi scuoto un pò

rotolo..


venerdì, 01 febbraio 2008

dall'alto del buco della serratura siamo tutti maestri,

bravi bravi

ogni tanto pare pure di capirci qualcosa, una storia

neanche il tempo di realizzare, che gli attori recitano parti frammentarie di storie casuali

che si trovano a passare per caso e neanche mostrano il lato giusto

che si vuole uscire

e il buco della serratura è una fessura nella bara

bravi bravi


mercoledì, 16 gennaio 2008

cazzo,

il papa fischiato a Roma,

mastella inquisito e costretto a dimettersi,

se si continua così tra quarant'anni saremo un paese moralmente rispettabile

..

e belli poi i commenti della televisione. Assurda contestazione al papa (ma che ha da dire uno che parla sempre?). Solidarietà a mastella da entrambi gli schieramenti (ma a chi? a mastella ?)..... è il lato comico della dittatura, essere così spudoratamente vergognosi da farsi travolgere dal normale ordine delle cose  proprio quando l'avidità pare aver preso il potere.


martedì, 01 gennaio 2008

FELICE ANNO NUOVO!! SMACKK!!


"La vita attuale è inquinata alle radici […]. L'unico mezzo per essere sani è la persuasione di esserlo[…]. Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo […]. Ma l’occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c’è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca a chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l’uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione alla sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che la forza dello stesso, ma oramai, l’ordigno non ha più alcuna relazione con l’arto. Ed è l’ordigno che crea la malattia con l’abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione naturale. Altro che psico – analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie ed ammalati. Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie"
(Italo Svevo, La Coscienza di Zeno, 1923)


venerdì, 21 dicembre 2007

ma tu sei ancora persa in quel pessimo libro

ed io perso nei pensieri e neanche te lo dico

hai i numeri nella testa tu e qualche vocina che rimbomba

e ti fa venire i brividi essa dentro di te

e lo scorrere dei giorni intorno

e il mistero e la paura ti fanno tornare bambina

hai sentito con la mano il calore

ma mi allontano e mi volto per guardarti di nuovo

e stai già guardando altrove

passeggiando hai visto qualcosa di strano

ma era un branco di lupi con brandelli di interiora penzolanti dalla bocca, e hai provato a scappare ma i piedi ti si inchiodavano come fossero cingoli di ghisa impantanati nel creme caramel e provavi ad urlare ma il mondo era muto, ed è stato un brutto momento

non avresti dovuto ascoltare,  alza il volume

non smetterà di bussare ma dovrebbe farlo sempre più piano

 


martedì, 18 dicembre 2007

rfu


martedì, 04 dicembre 2007

..like a sinking stone

...taratà taratà...


giovedì, 29 novembre 2007
rfu

martedì, 20 novembre 2007

ma stavo in una stradina desolata di un borgo un pò medioevale, quelle cose tipo urbino, e guardavo i negozi caratteristici, quando mi metto ad osservare la vetrina di una grande libreria. In realtà la libreria era molto particolare. Si comprendeva che vendeva libri, ma la vetrina era suddivisa in enormi spotelli  in legno pesante, verniciato color marrone scuro, che si aprivano esponendo scaffali di libri protetti da vetri. La vetrina era talmente grande che dovevo spostarmi e non riuscivo a raggiungere gli scaffali più lontani, perchè in realtà l'ingresso alla libreria era costituito da un ponte, che conduceva fin dentro l'ingresso, e per raggiungere gli sportelli più lontani sarei dovuto balzare oltre in ponte, e così feci, grazie ad una barca parcheggiata proprio di sotto, saltando su di essa raggiunsi altri scaffali più lontani, per la verità pieni di libri poco interessanti. Ma ormai ero sulla barca, che un pò si muoveva, allontanandosi, ma non di molto, dal ponte, dalla libreria, che non era più raggiungibile tramite un salto, anche di quelli lunghi. Si era allontanata, ma sebbene fosse un imbarcazione enorme, subiva l'effetto del mio movimento su di essa. Non potevo direzionarla a mio piacimento, ma modificare caoticamente la sua andatura dimenandomi. Così decido di ribaltarla facendo leva alternativamente sulle ginocchia. Una barca grande più di un pullman  fini per ribaltarsi, ed io saltai sulla chiglia rovesciata, e poi tutta si inabissò dolcemente, lasciandomi in acqua. Con poche bracciate raggiunsi il ponticello della libreria. In realtà, la libreria e pochissime altre catepecchie, sorgevano su poche rocce sulle quali era arroccata quella parvenza di paesino medioevale, anzi, forse c'era solo quella libreria e null'altro, e appena dietro, mi accorsi di una grande spiaggia immersa nel sole dell'estate, distante ma non tanto da non poter distinguere il colore alterno dei complessi balneari, e i tetti dei bar, e gli omini entrare ed uscire dall'acqua; così feci per tornare a riva non troppo preoccupato della distanza, per la verità un pò anomala per un essere di razza umana.














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